Percorso Azzurro

LILTLILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori lancia giovedì 14 giugno la prima edizione del “Percorso Azzurro - LILT For Men”, una campagna nazionale di informazione per diffondere nella popolazione maschile la cultura della prevenzione del tumore della prostata, del pene e dei testicoli. Gli uomini risultano essere in genere piuttosto restii a parlare della propria salute, in particolare se si tratta di patologie che colpiscono gli organi della sfera genitale e se ci si riferisce all’ambito oncologico; ma il tumore alla prostata è la 6° causa di morte per gli uomini in tutto il mondo e, anche se più rari, possono risultare mortali anche il tumore al testicolo e del pene, se non diagnosticati tempestivamente. È importante quindi conoscere il proprio corpo per notare mutazioni o segnali d’allarme che possono aiutare ad individuare situazioni a rischio; è altrettanto importante però adottare un sano stile di vita che permette di mantenere alte le difese della salute e di prevenire l’insorgenza della malattia oncologica. Aderendo alla Campagna “Percorso Azzurro” sarà possibile richiedere una visita di controllo gratuita da prenotarsi al numero verde SOS LILT 800.998877.  La proposta è particolarmente importante per i giovani: avranno l’occasione di imparare l’autopalpazione testicolare e l’ispezione del pene, di chiarire dubbi confrontandosi con un medico esperto, oltre che conoscere i sintomi che possono richiedere l’intervento del medico di fiducia (anche per gli over 50 più frequentemente vittime del tumore alla prostata). Nelle notti del 13 e del 14 giugno, grazie a un accordo firmato con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), i monumenti dei Comuni italiani aderenti all’iniziativa si illumineranno di azzurro, per promuovere il Percorso Azzurro. Informazioni LILT Trento: 0461922733, info@lilttrento.it.

Hoa

HoaHoa è un documentario breve che racconta la storia di una guaritrice vietnamita custode dei segreti delle erbe medicinali, un sapere che si tramanda di madre in figlia. Prodotto da GTV – Gruppo Trentino di Volontariato e Altrove Films, per la regia di Marco Zuin, è il ritratto di una famiglia guidata da una ritualità antica dedicata alle piante medicinali che, raccolte nella foresta, garantiscono la salute del villaggio. Il GTV, che si occupa di mettere in relazione la comunità trentina con le comunità del Sud Est Asiatico, dopo un progetto di cooperazione ed una mostra sulla Medicina Tradizionale Vietnamita esposta qui in Trentino, ha deciso di raccontare in un film la storia di Hoa che vive nel Nord del Vietnam, nel piccolo villaggio di Tuan Dao dedito alla coltivazione del riso e vicino ad un’importante foresta rinomata tutt’ora per la sua biodiversità. Tra le ultime guaritrici della sua etnia, cerca di preservare le conoscenze della foresta e, parallelamente, di tutelare le piante stesse dalla minaccia di estinzione. Per aumentare la sensibilità e l’informazione su questi temi, per rallentare i fenomeni in atto e contribuire a “proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terra” (Obiettivo 15 dello Sviluppo Sostenibile 2030), GTV ha scelto raccontare questa storia attraverso un documentario breve «per poter essere più incisivi nell’affrontare pragmaticamente un tema caro ed urgente, la tutela della biodiversità». Il GTV invita alla campagna di crowdfunding, la raccolta di fondi online che attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com che permetterà di completare le ultime fasi di realizzazione dell’opera. Un primo contributo da parte della Provincia Autonoma di Trento e di GTV ha coperto i costi di sviluppo e riprese in Vietnam; ora ognuno potrà contribuire alle ultime fasi di lavorazione, montaggio e post-produzione con una donazione per portare sul grande schermo di Hoa, storia di una guaritrice. Il film sarà anche distribuito nelle scuole, parte integrante di un percorso didattico costruito sulla tutela della biodiversità, con la presentazione di libri dedicati alla tradizione vietnamita legata alla medicina tradizionale. Informazioni e raccolta fondi fino al 4 settembre: 0461.917395, 320.7636159, francesca.anzi@gtvonline.org.

Appello delle realtà sociali altoatesine e trentine contro l’apertura di un CPR e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano

LetteraAppello delle realtà sociali altoatesine e trentine contro l’apertura di un CPR e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano. SOS Bozen, Antenne Migranti e il Collettivo Mamadou chiedono di aderire a una lettera-appello contro l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in Trentino - Alto Adige/Südtirol e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano. Come gruppi e associazioni che operano sul territorio regionale chiediamo di continuare a lavorare su politiche basate sul rispetto dei diritti umani e su politiche sociali e di accoglienza che favoriscano un’effettiva inclusione sociale di persone comunque presenti sul territorio da anni. Politiche, quindi, che sostengano un accompagnamento sociale che dia strumenti per prevenire la caduta nella marginalità in tutte le sue forme e sfaccettature. In ogni caso, l’ipotesi ventilata di aprire un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), o centro di espulsione, non può essere considerata come una soluzione praticabile. Questi centri non sono altro che luoghi di controllo e segregazione di essere umani, i quali hanno come unica “colpa” quella di essere privi di titolo di soggiorno. Anche se buona parte dell’opinione pubblica, condizionata e impaurita da campagne mediatiche mistificatorie, giustifica ed accetta tutto questo, considerandolo come il male minore, noi invece vogliamo continuare a sostenere i valori dell’accoglienza e della solidarietà tra persone e la necessità di ripensare le politiche nazionali ed europee in tema di immigrazione per allargare il diritto fondamentale alla libera circolazione anche ai cittadini non comunitari. Sosteniamo, perciò, l’emersione dal “soggiorno in nero” con un’interpretazione estensiva del diritto come proposto dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) con l’introduzione di “un meccanismo di regolarizzazione per ogni singolo cittadino straniero già presente in Italia che dimostri lo svolgimento di un’attività lavorativa o importanti legami familiari o affettivi”. Allo stesso tempo sosterremo tutte quelle campagne finalizzate al riconoscimento della condizione di soggiornante come fonte del diritto di restare e di regolarizzare la propria posizione con il conseguimento del permesso di soggiorno, anche umanitario, come tra l’altro previsto all’art 5, comma 6 del Testo Unico Immigrazione. Informazioni ed adesioni: sosbozen@gmail.com.

“Repubblica democratica del Congo abbandonata da tutti”

Guerre dimenticateI comboniani – missionari e missionarie – chiedono ai giornalisti italiani di rompere il silenzio sulla situazione del paese dell’Africa subsahariana. E si rivolgono ai vescovi italiani ed europei perché diano un sostegno concreto alla comunità cristiana e ai vescovi congolesi. L'appello dei missionari combinani: L’Rd Congo, oggi, sta vivendo il suo Venerdì Santo nel silenzio della stampa internazionale e nell’indifferenza del mondo. Per questo ci appelliamo con forza ai giornalisti italiani perché rompano il silenzio sull’Rd Congo raccontando gli orrori che vi sono perpetrati, ma soprattutto spiegando la ragione di tale silenzio: gli enormi interessi internazionali in quel paese. E ci appelliamo anche ai vescovi italiani ed europei perché sostengano i vescovi congolesi e le comunità cristiane con la preghiera, ma soprattutto con il sostegno concreto in questo loro impegno per la giustizia e i diritti umani. Perché non pensare a una delegazione di vescovi italiani ed europei che vada a visitare le comunità cristiane più provate? Non possiamo rimanere inermi di fronte a una così immane tragedia. [Leggi tutto l'appello qui]. Informazioni: info@fondazionenigrizia.it.

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