L’Ora della Terra

Ora della terraSabato 30 marzo ci sarà "L’Ora della Terra", che quest'anno si svolgerà dalle 20.30 alle 21.30, in tutto il mondo, con le luci dei monumenti più importanti del mondo che si spegneranno simbolicamente per richiamare l’attenzione di cittadini, istituzioni e privati sul tema dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta. L’ora di spegnimento sarà caratterizzata da centinaia di adesioni a livello nazionale che avverranno attraverso lo spegnimento di monumenti e luoghi iconici. Dal coinvolgimento di cittadini e scuole, di imprese e istituzioni. Il WWF Trentino Alto Adige invita tutti simbolicamente a spegnere le luci durante la serata, ma soprattutto vi invitiamo a riflettere su quanto ormai l'impatto umano sull'ambiente sia preoccupante, con la speranza nel cuore dopo i successi dei Fridays for Future, che anche a Trento hanno smosso il cuore di migliaia di ragazz*, e non solo. Insieme possiamo creare un futuro migliore. La scienza non è mai stata così chiara, la consapevolezza non è mai stata più grande. Ora è il tempo per agire in maniera decisa. Serve una forte inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la vita di noi tutti. La politica e l’economia non realizzano ancora questo valore immenso, e il capitale naturale non viene neanche preso in considerazione come base indispensabile per ogni sviluppo umano. Tutto questo deve cambiare. Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che le abbiamo provocato. Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend. Dopo potrebbe essere troppo tardi. L’obiettivo è ottenere un impegno concreto e tangibile: la curva di perdita della biodiversità nel mondo deve essere significativamente invertita entro il 2030. Informazioni: trentino@wwf.it

EMERGENZA COVID-19: IL CONSULTORIO FAMILIARE UCIPEM C’È

UCIPEM c 0320Consulenze e gruppi di ascolto online per sostenere genitori e coppie in questo periodo di sospensione. Il Consultorio Familiare Ucipem di Trento, da oltre 50 anni al servizio delle persone, delle coppie e delle famiglie che vivono momenti di difficoltà nelle relazioni interpersonali, di coppia, familiari e nei rapporti genitori-figli, è attivo anche in questo periodo per offrire ascolto e aiuto attraverso consulenze online individuali e di coppia. Gli operatori Ucipem, esperti in psicoterapia, singola e di coppia, psicologia, pedagogia, diritto di famiglia, assistenza sociale, mediazione e sessuologia, possono prendersi cura delle persone che hanno bisogno di un confronto, di un consiglio, di un aiuto. Il servizio di consulenza online è attivo attraverso varie modalità (Skype, messenger, whatsapp e telefono) ed è gratuito. Per prenotare una consulenza è possibile contattare la segreteria del Consultorio (0461-233004) in orario 9-12. Una novità pensata per questo periodo di sospensione è l’attivazione di gruppi di ascolto online. L’obiettivo è supportare le persone con l’ascolto, il confronto e la condivisione della fatica e delle strategie utili ad attraversarla. I gruppi saranno seguiti da psicologi e psicoterapeuti, specializzati nel sostegno ai legami. I gruppi di ascolto si rivolgono a tre tipologie di utenti: il primo è per genitori con figli piccoli (fino alla 5/a elementare); il secondo per genitori con figli preadolescenti e adolescenti; il terzo è per coppie che cercano di mantenere, rafforzare o ricostruire il loro equilibrio interno. Anche per far parte di un gruppo è necessario iscriversi presso la segreteria del Consultorio al telefono sopra indicato.

#unademocraziamigliore

KbeeoGsXyzyzyDe 800x450 noPadL'associazione di promozione sociale Più Democrazia in Trentino, invita a leggere e condividere entro il 30 aprile 2019 la petizione popolare #unademocraziamigliore il cui obiettivo è ottenere che il tema di una democrazia più larga, inclusiva e ben regolamentata sia, finalmente!, dibattuto pubblicamente nel luogo deputato, ossia il Consiglio Provinciale. La petizione è disponibile alla firma sia on line su Change.org, sia off line - scaricando il modulo firme cartaceo disponibile sul blog e su Change.org. Informazioni: 340 360 56 38, piudemocraziaintrentino@gmail.com.

Diritti umani e stato d’emergenza: l’appello della rete In Difesa Di al CIDU

In difesa diLa rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende” ha inviato una lettera al Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU), per chiedere che le Nazioni Unite siano notificate al più presto sulle misure eccezionali approvate per far fronte all’emergenza COVID-19 e che venga attuato un monitoraggio sulle deroghe ai diritti umani fondamentali. La drammatica ed eccezionale situazione che stiamo vivendo, e la necessità di salvaguardare il diritto alla salute e alla vita, autorizza infatti gli Stati ad approvare misure drastiche che prevedono la limitazione o la sospensione – seppur temporanea – di alcuni diritti fondamentali, tra cui quello di movimento, di assemblea, di organizzare e partecipare a manifestazioni, o alla privacy. Sin da subito è stato evidente il rischio che lo stato di emergenza a livello globale possa trasformarsi – soprattutto nei paesi governati da regimi autocratici e con deriva autoritaria – in uno stato d’eccezione permanente o che possa divenire il pretesto per limitare ulteriormente gli spazi di agibilità civica e le libertà civili. Per questo già il mese scorso vari esperti delle Nazioni Unite e l’Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet hanno esortato gli Stati a garantire un approccio basato sul rispetto dei diritti umani, ad approvare soltanto misure proporzionate e temporanee, e a garantire il diritto alla salute a tutte e tutti, incluse le persone più vulnerabili e marginalizzate. Il diritto internazionale prevede situazioni, come le pandemie, in cui le deroghe ai diritti civili e politici sono consentite, ma allo stesso tempo indica anche alcuni contrappesi e garanzie. Tra questi, l’obbligo di notificare ai treaty bodies (gli organismi di monitoraggio) delle Nazioni Unite le misure approvate e le deroghe ai diritti civili e politici in atto. Secondo quanto stabilito dal Patto Internazionale sui diritti civili e politici, ogni deroga dovrà infatti essere limitata alla misura strettamente richiesta dalla situazione e gli Stati devono poter giustificare ogni misura presa. La proclamazione dello stato di emergenza inoltre non deve prescindere da criteri di trasparenza e accountability. È proprio in questa situazione emergenziale che sarebbe stata fondamentale l’azione di monitoraggio e supervisione dell’Autorità nazionale indipendente sui diritti umani, non ancora istituita in Italia nonostante i numerosi appelli della società civile. La rete In Difesa Di chiede pertanto al CIDU innanzitutto di notificare immediatamente alle Nazioni Unite la dichiarazione dello stato di emergenza, le misure prese, e come esse impattino sui diritti fondamentali. In secondo luogo il CIDU è chiamato, in assenza di un’autorità nazionale indipendente sui diritti umani, ad assicurare un monitoraggio costante e pubblicamente accessibile sulla compatibilità di queste misure con le Convenzioni internazionali sui diritti umani. Infine l’Italia, in quanto membro del Consiglio ONU per i Diritti Umani, dovrebbe adoperarsi con ogni mezzo a sua disposizione affinché la situazione di emergenza non diventi un pretesto per giustificare violazioni dei diritti umani e attacchi contro i difensori e le difensore dei diritti umani in altri paesi del mondo, come sottolineato anche nella comunicazione dei Relatori Speciali dell’ONU. Informazoni

 

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