I leader della Comunità di Pace di San José de Apartadò in Colombia porteranno la loro testimonianza a Trento

ApartadoVenerdì 12 ottobre  i leader della Comunità di Pace di San José de Apartadò in Colombia porteranno la loro testimonianza a Trento. Roviro Lopez Rivera e Levis Johanis Florez Ramos. Accompagnati dai volontari di Operazione Colomba, il Corpo nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, presente in Colombia dal 2009 per garantire protezione e accompagnamento alle persone vittime del conflitto. «Cos’è la speranza? La speranza è quando non odiamo l'assassino, quando costruiamo una comunità» affermano con forza i due giovani, richiamando la scelta nonviolenta che sta alla base della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò. «Lottiamo per un mondo nuovo - continua Roviro - per un mondo diverso e per lasciare ai nostri figli almeno la storia di quello che abbiamo voluto essere». La delegazione della comunità verrà in Trentino per il legame creato in questi anni fra loro e il nostro territorio. Molti giovani volontari sono infatti partiti dal Trentino, in questi anni, per affiancare la Comunità di Pace e per garantirle quel minimo di sicurezza dato dalla presenza internazionale. La Provincia di Trento ha finanziato per anni parte delle attività di Operazione Colomba anche grazie al gruppo locale chiamato Quilombo Trentino Incontrarli e raccontare la loro storia rappresenta l’opportunità di testimoniare anche qui, la resistenza nonviolenta di una Comunità che nonostante le continue minacce da parte dei gruppi neo-paramilitari, nonostante la stigmatizzazione e l’isolamento, ancora oggi ha il coraggio di parlare di speranza. I due leader sono in Italia per presentare la barretta di cioccolato ChocoPaz, realizzata interamente con il cacao biologico prodotto dalla Comunità stessa. La Comunità è una delle Comunità di pace presenti in Colombia; nasce nel 1997 nella regione dell'Urabà, dipartimento di Antioquia, come processo di resistenza nonviolenta alla guerra e di neutralità nei confronti dei vari attori armati che si contendono il territorio. I membri della Comunità si impegnano a non partecipare alla guerra, direttamente o indirettamente; a non portare armi; a non dare informazioni a nessun gruppo armato; a denunciare pubblicamente le violazioni dei diritti umani commesse da qualsiasi gruppo armato; a partecipare al lavoro comunitario; a non reagire alla violenza con la violenza; non accettare risarcimenti in denaro dallo Stato per le vittime senza che prima siano fatte verità e giustizia. In questo cammino la Comunità ha sviluppato dei progetti per favorire l'auto-sostentamento, la sussistenza e sicurezza alimentare, il rispetto per l'ambiente e il commercio equo e solidale. Ha un consiglio direttivo formato da otto membri eletto ogni 2 anni. La resistenza civile nonviolenta ha reso la Comunità conosciuta non solo in Colombia, ma in tutto il mondo, soprattutto perché ha messo al centro della sua vita quotidiana la popolazione civile non combattente. Per informazioni e contatti Fabrizio Bettini: 3289129484.

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