Appello delle realtà sociali altoatesine e trentine contro l’apertura di un CPR e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano

LetteraAppello delle realtà sociali altoatesine e trentine contro l’apertura di un CPR e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano. SOS Bozen, Antenne Migranti e il Collettivo Mamadou chiedono di aderire a una lettera-appello contro l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in Trentino - Alto Adige/Südtirol e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano. Come gruppi e associazioni che operano sul territorio regionale chiediamo di continuare a lavorare su politiche basate sul rispetto dei diritti umani e su politiche sociali e di accoglienza che favoriscano un’effettiva inclusione sociale di persone comunque presenti sul territorio da anni. Politiche, quindi, che sostengano un accompagnamento sociale che dia strumenti per prevenire la caduta nella marginalità in tutte le sue forme e sfaccettature. In ogni caso, l’ipotesi ventilata di aprire un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), o centro di espulsione, non può essere considerata come una soluzione praticabile. Questi centri non sono altro che luoghi di controllo e segregazione di essere umani, i quali hanno come unica “colpa” quella di essere privi di titolo di soggiorno. Anche se buona parte dell’opinione pubblica, condizionata e impaurita da campagne mediatiche mistificatorie, giustifica ed accetta tutto questo, considerandolo come il male minore, noi invece vogliamo continuare a sostenere i valori dell’accoglienza e della solidarietà tra persone e la necessità di ripensare le politiche nazionali ed europee in tema di immigrazione per allargare il diritto fondamentale alla libera circolazione anche ai cittadini non comunitari. Sosteniamo, perciò, l’emersione dal “soggiorno in nero” con un’interpretazione estensiva del diritto come proposto dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) con l’introduzione di “un meccanismo di regolarizzazione per ogni singolo cittadino straniero già presente in Italia che dimostri lo svolgimento di un’attività lavorativa o importanti legami familiari o affettivi”. Allo stesso tempo sosterremo tutte quelle campagne finalizzate al riconoscimento della condizione di soggiornante come fonte del diritto di restare e di regolarizzare la propria posizione con il conseguimento del permesso di soggiorno, anche umanitario, come tra l’altro previsto all’art 5, comma 6 del Testo Unico Immigrazione. Informazioni ed adesioni: sosbozen@gmail.com.

“Repubblica democratica del Congo abbandonata da tutti”

Guerre dimenticateI comboniani – missionari e missionarie – chiedono ai giornalisti italiani di rompere il silenzio sulla situazione del paese dell’Africa subsahariana. E si rivolgono ai vescovi italiani ed europei perché diano un sostegno concreto alla comunità cristiana e ai vescovi congolesi. L'appello dei missionari combinani: L’Rd Congo, oggi, sta vivendo il suo Venerdì Santo nel silenzio della stampa internazionale e nell’indifferenza del mondo. Per questo ci appelliamo con forza ai giornalisti italiani perché rompano il silenzio sull’Rd Congo raccontando gli orrori che vi sono perpetrati, ma soprattutto spiegando la ragione di tale silenzio: gli enormi interessi internazionali in quel paese. E ci appelliamo anche ai vescovi italiani ed europei perché sostengano i vescovi congolesi e le comunità cristiane con la preghiera, ma soprattutto con il sostegno concreto in questo loro impegno per la giustizia e i diritti umani. Perché non pensare a una delegazione di vescovi italiani ed europei che vada a visitare le comunità cristiane più provate? Non possiamo rimanere inermi di fronte a una così immane tragedia. [Leggi tutto l'appello qui]. Informazioni: info@fondazionenigrizia.it.

Supporto alle attività dell'Osservatorio Campo Marco

27750298 1789451491076332 630358753559160073 nL'Osservatorio Campo Marco rinnova l'invito ai singoli e all'associazionismo nel mettersi a disposizione per svolgere attività assieme ai residenti nel campo. Ad esempio conversazioni, sport o attività artigianali, in modo da favorire momenti di incontro e socializzazione e la conoscenza della lingua da parte dei richiedenti asilo che rischiano di non avere effettive possibilità di acquisire l'italiano attraverso il suo uso quotidiano. Se infatti alle istituzioni sta il dovere di garantire condizioni di vita dignitose, opportunità formative e di inclusione ai richiedenti asilo, alla società civile sta il dovere di creare dal basso le condizioni per farli sentire parte di una comunità solidale. Informazioni: osservatoriomarco@gmail.com.

 

5 cose da sapere sui rifugiati

UNHCRQuante sono le persone in fuga nel mondo? Da dove partono? Quanti bambini devono lasciare la propria casa? L’Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, ha realizzato un breve video su Facebook che in una manciata di secondi snocciola i punti chiave del fenomeno dei rifugiati nel mondo: ogni 3 secondi una persona è costretta a fuggire; nel mondo ci sono circa 65,6 milioni di persone in fuga; la maggior parte dei rifugiati vive in Paesi a medio-basso reddito; la metà dei rifugiati nel mondo sono bambini; la metà dei rifugiati proviene da Afghanistan, Siria e Sud Sudan. Informazioni: 0461405600, cinformi@provincia.tn.it.

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