Io Accolgo

ioaccolgoOltre 40 organizzazioni della società civile hanno lanciato "Io Accolgo" un'iniziativa di mobilitazione con la quale intendiamo richiamare l’attenzione di tutti sul fatto che le politiche fortemente restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiano nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti, mettono a rischio i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali, producendo conseguenze negative sull’intera società italiana. Per questo abbiamo deciso di attivarci in tutti i territori per condividere iniziative culturali e pratiche per favorire un’accoglienza dignitosa e percorsi di inclusione efficaci alle persone che chiedono asilo all’Italia. Ma soprattutto per ribadire che vogliamo vivere in un mondo che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti. Invitiamo tutti coloro che condividono i valori dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione ad aderire e partecipare attivamente alla campagna, come singoli/e cittadini/e o come organizzazioni/enti. Scopri sul sito tutte le iniziative (www.ioaccolgo.it). Informazioni: comunicazioni@cnca.it.

Irriconoscibile Trentino

wwfIl WWF del Trentino: In questi giorni di notizie rincorrenti e confuse è difficile fare a meno di chiedersi come si sia arrivati, nuovamente, a questo drammatico punto: ancora una volta ci troviamo a dialogare su opposte barricate riguardo il destino di un animale antropomorfizzato, a cui attribuiamo istinti da fuggitivo, appiccicandogli addosso crimini che nulla hanno a che fare con il suo mondo: tutto per tentare di giustificare la nostra incapacità di considerarlo e "giudicarlo" per quello che è: un animale. Giustamente distante, dal quale potremmo imparare molto, ma che si ritrova invece rincorso dalle nostre paure e braccato dai nostri fucili. Come siamo arrivati a dover constatare nuovamente il misto di errori ed imperizia, ad osservare quasi inermi il solco che si apre sempre più profondo tra due (o più) opposte visioni del mondo naturale? Anni di progettualità riguardo i Grandi Carnivori -sfida al dominio delle Alpi che è uno specchietto per le allodole in verità completamente inconsistente: lo dimostrano i valori assoluti dei danni, spiccioli ridicoli di fronte a qualsiasi bilancio provinciale- non sono stati in grado di offrire una visione in grado di includere sia il sentimento "animalista" che la necessaria protezione degli alpeggi e delle attività degli allevatori: un conflitto che si trascina da tempo, così lungamente non affrontato che è ormai indubbio sia creato ad arte per convenienza politica, della quale a fare le spese non saranno altro che le categorie che le due barricate vorrebbero proteggere: le une per la continua ricerca di scorciatoie alla presenza di Grandi Carnivori che non includano la convivenza, le altre per l'incapacità di ascoltare le oggettive difficoltà di un mondo spesso percepito come distante e arrogante. Il sentimento attuale è nato e cresciuto grazie agli errori del passato: grazie al trasformismo di Assessori e Dirigenti, grazie all'incapacità di condurre un dialogo necessario alla trasformazione della visione delle Montagne in senso inclusivo e collettivo. Come uscire da questo pantano di disinformazione e disonestà? Non abbiamo soluzione immediate, se non quanto pare essere alla nostra vicina portata: riprendere quel lavoro di corretta e pacata informazione -lavoro che una struttura Provinciale dal bilancio annuale di miliardi di euro avrebbe ampiamente potuto permettersi da molti anni a questa parte-, comprensione e ascolto dei bisogni di mondo animale e umano. Il conflitto attuale è basato su opposti interessi: comprenderli è, dal nostro punto di vista, l'unica via per non trasformare le nostre montagne in echi di natura, silenziosa e assente.Chiunque voglia aiutarci in tal senso può contribuire alla campagna informativa prendendosi carico di uno dei pannelli in forex (buone pratiche di convivenza con l’orso durante le nostre gite in montagna) di cui alleghiamo fotografia, oppure, se si è un esercizio di ristorazione, di qualche copia dei sottopiatti (realizzati con i medesimi contenuti, più qualche curiosità sul nostro plantigrado preferito) sempre allegati in fotografia: se ci aiutate con le eventuali spese di spedizione, i materiali sono del tutto gratuiti, a disposizione di tutte e tutti. Informazioni: trentino@wwf.it, 3401374573. 

NO Valdastico Nord - A31

NoValdasticoIl recente, apparente, accordo tra Veneto e Trentino riguardo il prolungamento a Nord dell’Autostrada A31 costringe a risollevare il tema della necessaria, netta contrarietà ad un progetto che nulla porterebbe se non incalcolabili danni ambientali, che è in evidente violazione del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, che non risolve ALCUN problema legato al trasporto delle merci e delle persone (andandolo anzi ad aumentare) e che disattende qualsiasi desiderio di utilizzo sano e ragionato dei fondi pubblici. Per il Comitato No Valdastico È il teatro dell’assurdo: incompetenza, miopia politica e interessi inconfessabili sono sul palco e in questa scena ci propongono un'uscita a sud di Rovereto, folle da qualsiasi punto di vista per ammissione degli stessi progettisti. Una proposta che conferma (se ce ne fosse stato bisogno) quanto chi la sostenga sia inadeguato ad affrontare il tema della mobilità e privo di una visione strategica. CONSIDERANDO il danno erariale causato dalle continue proroghe della concessione dell'autostrada A4 Brescia-Padova, per le quali la commissione europea ha aperto nel 2006 una procedura di infrazione; la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera CIPE 21/2013, implicando la decadenza della concessione della A4 Brescia-Padova (più A31), che pertanto è revocabile; l'incalcolabile danno ambientale che la costruzione del nuovo tronco autostradale porterebbe nelle valli e territori di attraversamento; il conseguente aumento del traffico lungo l'A22 e non solo in zone già colpite da livelli altissimi di inquinamento atmosferico, con ricadute pesantissime sulla salute degli abitanti; TUTTO CIÒ PREMESSO, I FIRMATARI DELLA PRESENTE CHIEDONO AL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA DI TRENTO: 1) DI ADOPERARSI PER LA REVOCA IMMEDIATA DELLA CONCESSIONE AUTOSTRADALE DI A4 BS-PD AD ATLANTIA-BENETTON (possibile grazie alla citata sentenza del Consiglio di Stato); 2) L'ABBANDONO DEFINITIVO DEL PROGETTO DI PROLUNGAMENTO A NORD DELL’A31; 3) L'ISTITUZIONE DI UN TAVOLO DI LAVORO CONDIVISO TRA ISTITUZIONI REGIONALI, LOCALI E COMUNITÀ PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI TEMI DELLA VIABILITÀ E DELL' INQUINAMENTO. Ognuno può impegnarsi in prima persona per il successo di questa iniziativa, sia sottoscrivendo il presente appello sia raccogliendo firme a sostegno della petizione. Informazioni: noa31tn@gmail.com.

Emergenza Ciclone Idai

CammmLa Provincia di Sofala, Mozambico centrale, è colpita dal ciclone tropicale Idai, di categoria massima sulla scala Southwest Indian Ocean. Le vittime accertate, in continua crescita, sono ad oggi 250; migliaia i dispersi, più di 2.500.000 sono le persone colpite. Beira è colpita tragicamente, i danni sono enormi. La città è allagata, le infrastrutture stradali intransitabili, danni agli edifici sono incalcolabili. Le vittime in città sono decine così come i dispersi. Da giovedì 14/03 la città è in blackout totale, la rete elettrica sarà ripristinata non prima di alcune settimane. Le infrastrutture che collegano Beira al resto del paese sono in questo momento intransitabili. I quartieri informali in periferia della città sono ampiamente allagati e si prevedono conseguenze enormi sulla salute dei sopravvissuti. La sede del Consorzio Associazioni con il Mozambico, in Avenida Eduardo Mondlane, è allagata ed ha subito danni fisici e furti notturni alle attrezzature. L'emergenza è ancora in corso ed i danni non sono quantificabili, non soltanto la nostra sede, che ospita gli uffici e la foresteria, ma anche le abitazioni dei collaboratori e le loro famiglie hanno subito ingenti danni. Con il Vostro sostegno affronteremo nei prossimi mesi il grande sforzo per ripristinare la sede e garantire ai collaboratori e alla popolazione locale la ripresa quanto mai rapida ed efficiente dei servizi offerti quotidianamente e delle attività, che da oltre 20 anni il CAM, si impegna a portare avanti in Mozambico. Grazie per il vostro sostegno. Informazioni e raccolta fondicam@trentinomozambico.org, 0461 232401.

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