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Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Chi è parte del problema può essere anche parte della soluzione

AMAQuesta settimana con gli approfondimenti di Abitare la Terra 2030 incontriamo l’associazione A.M.A. – auto mutuo aiuto – un’organizzazione di volontariato nata a Trento nel 1995 che si occupa di promuovere il benessere delle persone attraverso l’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto e altre iniziative di mutualità. Ne parliamo con Elisabetta ed Erika, operatrici dell’Associazione.

Intervista a cura di Alessandro Graziadei.

Da chi è composta e come è organizzata l’associazione A.M.A.?

A.M.A.: L’associazione A.M.A. ha sede a Trento ma opera in tutto il territorio provinciale, cercando il più possibile di essere aperta ai bisogni delle persone e delle comunità, sempre più dinamici e complessi e lavorando in rete con altre realtà del territorio, sia pubbliche che di privato sociale.

Al momento siamo 16 dipendenti, distribuite in vari progetti; la nostra forza più grande sono i circa 140 volontari che ogni giorno mettono a disposizione il loro tempo e le loro risorse facilitando i gruppi di auto mutuo aiuto e gli spazi di incontro, ascoltando persone in difficoltà attraverso la linea telefonica o la chat, mettendosi a disposizione nell’ambito del coabitare solidale.

Cuore dell’Associazione A.M.A. sono i gruppi di auto mutuo aiuto, occasioni di incontro per confrontarsi con chi vive situazioni simili, condividere esperienze ed emozioni, affrontare momenti di solitudine e facilitare la nascita di nuove relazioni, in un clima di accoglienza, non giudizio e riservatezza.

Nel corso degli anni e in vari territori del Trentino sono stati proposti dall’Associazione A.M.A. tanti gruppi in ambiti diversi: da temi legati alla salute fisica (disassuefazione da fumo, sovrappeso), alle dipendenze (affettiva, da gioco d’azzardo), alla salute mentale (ansia, depressione, disturbo bipolare…), a varie situazioni di vita (elaborazione del lutto, separazione, genitorialità…).

L’Auto Mutuo Aiuto ‐ A.M.A. ‐ è definito dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità come “l’insieme di tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere e recuperare la salute, intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale di una determinata comunità”. È una definizione ancora valida? 

A.M.A.: Crediamo che l’auto mutuo aiuto sia un approccio sempre innovativo perché cerca di uscire dalla logica per cui i servizi e gli operatori erogano delle prestazioni; responsabilizza molto la persona, la rende protagonista nella costruzione della propria salute, attraverso la relazione con altri che vivono la stessa problematica o situazione di vita, con ricadute positive sulla rete sociale delle persone e di conseguenza sulla comunità.

Come e quando nasce questa vostra forma di aiuto e come è cambiata nel tempo?

A.M.A.: L’Associazione A.M.A. è nata nel 1995 e ha raggiunto un buon radicamento sul territorio trentino, diventando per tante persone e famiglie un luogo di incontro, sostegno e relazioni significative. Nel corso del tempo è diventata un contesto per far emergere bisogni nuovi della comunità, come ad esempio alcuni anni fa la dipendenza da gioco d’azzardo o, più recentemente, il tema del ritiro sociale/hikikomori. Nell’ultimo periodo abbiamo iniziato a lavorare maggiormente in alcuni ambiti di disagio che la pandemia ha contribuito ad aggravare: depressione, ansia, attacchi di panico e solitudine.

La metodologia dell’auto mutuo aiuto si è adattata nel tempo a vari ambiti e progetti, mantenendo l’obiettivo di sostenere le persone nel giocare un ruolo attivo nella costruzione del benessere proprio e della comunità, valorizzando le risorse di ciascuno in contesti di condivisione e reciprocità.

Un gruppo A.M.A. si forma solo tra persone che vivono una stessa condizione, o questa comunanza può essere individuata anche a livelli più ampi?

A.M.A.: Le persone si riuniscono in un gruppo partendo generalmente da un tema comune; questo permette sicuramente una vicinanza profonda, perché chi vive uno stesso problema può capire bene emozioni e vissuti dell’altro. Ma allo stesso tempo ciascuno porta nel gruppo tutto sé stesso, con una molteplicità di esperienze, ruoli, vissuti; la condivisione avviene a livello di emozioni e sentimenti che accomunano le persone al di là della situazione specifica che ciascuno vive.

In un mondo sempre più individuale, dove la felicità come le difficoltà sembrano essere declinate sempre più a livello individuale, porre l’accento sul concetto di mutualità, intesa come scambio reciproco di aiuto, è diventato più difficile a livello sociale?  

A.M.A.: In un contesto sociale che tende all’individualismo il concetto di mutualità appare in effetti controcorrente. Tuttavia l’auto mutuo aiuto conserva la sua “magia”: le persone partecipano ai gruppi per trovare sostegno per sé, ma in modo naturale si trovano ad attivarsi per il bene dell’altro, scoprendo che nella relazione ciascuno ha l’opportunità di iniziare un percorso di guarigione, di speranza, di cambiamento. 

A livello pedagogico si sente spesso parlare di “comunità educante”, è possibile analogamente pensare ad una “comunità aiutante” caratterizzata dalla condivisione e dal reciproco sostegno? E se sì, quali sono le condizioni necessarie per provare a realizzarne una?

 A.M.A.: Dare alle persone occasioni di prossimità e opportunità per sviluppare la fiducia reciproca costituisce il fondamento per la costruzione di una “comunità aiutante”. Nel momento in cui ci si scopre risorsa per gli altri, si attiva un circolo virtuoso in cui ci si aiuta, ci si sostiene reciprocamente e ci si interessa al benessere dell’altro; in questo contesto diventa spontaneo avvicinarsi con maggiore gentilezza e sensibilità alla storia e alla sofferenza delle persone: è la “magia” che osserviamo ogni giorno in Associazione A.M.A. e che sicuramente può realizzarsi anche nella Comunità. 

 Scoprirsi risorsa anche in un momento di difficoltà per sé, per i compagni di gruppo e per l’intera comunità è sempre possibile? 

 A.M.A.: Le persone iniziano a partecipare a un gruppo di auto mutuo aiuto perché vivono un momento di difficoltà personale e desiderano stare meglio. Durante il percorso nel gruppo, toccano con mano la bellezza del supporto reciproco e scoprono che condividere la propria esperienza può diventare una risorsa preziosa per gli altri; succede anche che alcune persone, dopo aver fatto un percorso per sé, scelgono di mettersi a disposizione degli altri diventando a loro volta volontari dell’Associazione. 

Per questo l’incontro con gli altri in un momento di difficoltà può far sì che ci si scopra risorsa per il gruppo e per la Comunità. 

 È corretto pensare che il valore dell’auto mutuo aiuto si basi sull’intuizione che chi è parte del problema può essere anche parte della soluzione?

 A.M.A.: È proprio così. La nostra esperienza ci insegna che insieme alla fragilità ogni persona ha anche delle risorse per affrontare le difficoltà della vita: lo scambio e la condivisione reciproca nei gruppi di auto mutuo aiuto permette spesso di scoprirlo.

“Tu solo puoi farcela, ma non puoi farcela da solo”.

 Grazie mille del tempo che ci avete dedicato e per l’importante lavoro che svolgete per la nostra comunità!