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Chi siamo

Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Costruire solidarietà con la conoscenza

Un’istruzione di qualità, come indicato dall’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030, è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile. In questi ultimi anni si sono ottenuti risultati importanti per quanto riguarda l’incremento dell’accesso all’istruzione. Un livello base di alfabetizzazione è migliorato in maniera significativa soprattutto per donne e ragazze, ma il raggiungimento degli obiettivi per l’istruzione universale è ancora lontano. Per esempio, a livello mondiale è stata raggiunta l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria, ma pochi paesi hanno raggiunto questo risultato in tutti i livelli educativi. Ne abbiamo parlato con Maria Silvia Defrancesco, la presidente Docenti Senza Frontiere realtà trentina che dal 2011 lavora per innescare il cambiamento sociale attraverso la promozione del diritto allo studio in Italia e all’estero.

Di Alessandro Graziadei

Grazie mille della disponibilità. Docenti Senza Frontiere, nasce nel 2011 all’interno dell’Istituto Comprensivo Aldeno-Mattarello (TN), sulla base di quale bisogno e con quale obiettivo?

MSD: L’associazione nasce per volontà di alcuni docenti che nel corso della loro carriera hanno innanzitutto osservato la necessità di intervenire per sostenere un sistema che possa garantire istruzione uguale per tutti. Le realtà in cui emerge una povertà educativa sono sempre in maggior numero, e ciò acuisce il divario fra bambini e bambine, studenti e studentesse. Inoltre, DSF cerca di diffondere e promuovere pratiche baste sull’educazione alla cittadinanza globale.

Un’istruzione di qualità, come indicato dall’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile. Anche per questo Docenti Senza Frontiere pone come sintesi della propria mission il motto “Costruire conoscenza con la solidarietà. Costruire solidarietà con la conoscenza” sia in Italia che nel Mondo. L’impegno nella nostra comunità in parallelo con quello nelle comunità estere è da sempre una vostra importante caratteristica con progetti che spaziano dalla promozione del diritto allo studio nel carcere di Trento alla ricostruzione di una scuola in Mozambico…

MSD: Abbiamo cercato di mettere in atto azioni che perseguano il filo conduttore riassunto nel motto da lei ricordato. Aiutando e sostenendo una realtà in difficoltà, possiamo imparare molte cose. Ma è vero anche il contrario: se conosciamo, possiamo aiutare, essere solidali in un modo corretto e utile. La principale causa di malintesi, scelte e posizioni scorrette risiede nel non conoscere in modo completo la situazione e le persone che vivono quella determinata situazione. Ad esempio, abbiamo cercato di far conoscere ai nostri studenti la complessa realtà multietnica del Kosovo, avvicinando i due mondi attraverso la realizzazione di un libro di fiabe; abbiamo fatto un percorso sull’ambiente collegandoci con scuole che vivono nei pressi di una foresta tropicale in Tanzania. Questi progetti sono stati portati avanti grazie anche alle collaborazioni con altre associazioni: anche questo è un aspetto molto importante, collaborare con altre realtà associative, ognuna con le sue competenze specifiche

I vostri principali settori di intervento spaziano dalla cooperazione internazionale, alla formazione passando per le emergenze. Ambiti molto diversi in tanti paesi diversi. Come nascono alcuni dei vostri progetti?

MSD: Molti progetti nascono da proposte nate in seno al direttivo, mentre altri sono frutto di incontri occasionali, contatti con altre associazioni, come dicevo prima. Da cosa nasce cosa. Ciò che a noi interessa non è dove, ma come interveniamo. Il nostro desiderio è che ogni intervento all’estero abbia poi una ricaduta anche nel nostro Paese e, in particolare, nelle nostre scuole. Per quanto riguarda le emergenze, contribuiamo quando e come possiamo a seconda delle situazioni che si presentano.

Lavorare all’estero con tante realtà diverse è forse la sfida più affascinante e più complessa del vostro impegno. Quali sono le principali difficoltà e quali i punti di forza?

MSD: Le difficoltà sono tante, come può immaginare. Soprattutto le risorse economiche, ma anche le risorse umane. C’è bisogno di persone che abbiano disponibilità di tempo, di determinazione e di competenze. Quindi a volte abbiamo rinunciato ad avviare progetti che risultano sfide troppo grandi per la nostra associazione. Il punto di forza è che resistiamo, siamo convinti di poter dare il nostro contributo, seppur piccolo, al miglioramento dell’istruzione.

Secondo Lei quale ruolo dovrebbe avere la scuola attuale nei confronti dei temi dell’Agenda 2030 e come è possibile praticare nelle scuole l’educazione alla cittadinanza globale?

MSD:

L’obiettivo principale che riguarda DSF è l’obiettivo 4, Istruzione di qualità. Ogni nostra azione si muove all’interno di questo obiettivo. La scuola deve far crescere tutti, non lasciare indietro nessuno; le modalità dell’istruzione dovrebbero essere di alto livello, facendo attenzione alle competenze specifiche, ma anche a quelle trasversali. La scuola deve far crescere cittadini del mondo, ciascuno con la propria specificità. Facciamo formazione cercando di suggerire buone pratiche per l’educazione alla cittadinanza globale; i percorsi che attuiamo nelle scuole hanno questo scopo. Molti docenti già lavorano con queste modalità, noi proviamo a diffonderla e sostenerla ulteriormente.

Quanto gli studenti hanno oggi la possibilità di attivarsi come soggetti trasformativi della società ineguale nella quale tutti viviamo?

MSD: A mio avviso gli studenti sono e possono essere motori che contribuiscono a migliorare la nostra società. Ognuno ha competenze e capacità straordinarie, alcuni hanno la possibilità di svilupparle fin da piccoli, ad altri questa possibilità è negata. La scuola, da sola, non può riuscire a creare i presupposti per far emergere e mettere in atto tutte potenzialità di ciascuno. Oltre alla sua mission naturale, la scuola dovrebbe creare ponti con le famiglie e con le realtà associative esistenti in tutto il territorio. Dovrebbe essere un luogo in cui bambini e adolescenti possano scegliere alcuni percorsi personalizzati, proposti anche in sinergia con enti esterni, dovrebbe aiutare a diffondere la cultura del volontariato. Per i ragazzi più grandi l’alternanza scuola–lavoro(o PCTO), è  una splendida opportunità per mettere in pratica, o scoprire, le proprie  inclinazioni, per fare volontariato, per conoscere mondi nuovi e diventare cittadini attivi. Purtroppo ancora molti docenti non capiscono le potenzialità di un percorso che ha il difetto di essere denominato con un appellativo fuorviante e di necessitare di molto lavoro per essere attivato con successo.

Una delle vostre attività è l’assegnazione delle borse di studio, per permettere a tutti gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di realizzare il proprio percorso di studi.

MSD: La nostra possibilità economiche sono ridotte. Ciononostante cerchiamo di intervenire, anche con piccoli contributi laddove se ne ravvisa il bisogno. In particolare, ogni anno contribuiamo con una borsa di studio che, ultimamente, viene assegnata a due fratelli che solo grazie al nostro intervento possono studiare in una scuola con cui abbiamo collaborato, a Nairobi- Kenya

I tagli al mondo della solidarietà internazionale sono la cifra di questi ultimi anni sia a livello locale che nazionale. Assicurare la realizzazione dell’obiettivo dello 0,70% del reddito interno lordo per la solidarietà internazionale, quota in linea con gli obiettivi internazionalmente concordati dall’Italia, pensa possa diventare in futuro una realtà a livello locale e nazionale?

MSD: Posso solo augurarmelo fortemente. Non solo noi, ma tutte le associazioni che lavorano nel campo della cooperazione internazionale stanno soffrendo della carenza di sostegno alle azioni che potrebbero intraprendere. Dovrebbe essere chiaro a tutti che agire nel campo della solidarietà internazionale migliora noi stessi, prima che le persone destinatarie del nostro intervento. E’ questo ribaltamento di prospettiva che dovrebbe portare a un aumento della quota destinata ai progetti di cooperazione internazionale.

Il 30 ottobre avete chiuso a Palazzo Trentini la mostra “Sguardi sull’Agenda Onu” che raccoglie molti dei vostri progetti legati all’Agenda. Ce ne raccontate alcuni ed eventualmente anche alcuni dei vostri prossimi progetti?

MSD: La mostra voleva mettere in luce gli obiettivi dell’agenda ONU 2030, forse ancora non nota a tutti. In questo momento difficilissimo a livello globale, crediamo che sia importante dare speranza ricordando che gli Stati comunque si parlano e sono, almeno in linea teorica, concordi sul creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile del pianeta Terra. Un altro obiettivo della mostra è dare credito al volontariato, pensato come azione utile a migliorare la società a livello globale. Ogni contributo serve: la nostra associazione è piccola, ciononostante crediamo di aver apportato alcuni significativi contributi. Ne cito solo due, che hanno l’Africa come denominatore comune. Grazie a dei fondi ottenuti con un bando provinciale del 2017, DSF ha contribuito a costruire un dormitorio e nuove aule in una scuola di Nairobi. In quell’Istituto siamo anche stati presenti per dei  momenti di confronto e collaborazione su alcuni temi didattici. Questa è la parte più interessante, perché la scuola necessita sì di edifici, ma anche di persone disponibili ad una discussione sulla didattica. Un altro progetto a livello locale, consiste nel presentare alle classi diversi Paesi africani. I relatori raccontano storia, tradizioni, cultura del loro Paese d’origine. Questo progetto, che ha ormai 7 anni di vita, è volto a far conoscere luoghi e persone, aiuta ad abbattere stereotipi e pregiudizi ed è molto apprezzato da docenti e studenti.

Grazie per la vostra disponibilità e per il lavoro che con costanza ed impegno portate avanti educando alla solidarietà attraverso la conoscenza.