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Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Fondazione Trentino Abitare: da case vuote a case vive

Tra i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals– SDGs nell’acronimo inglese) il Numero 1 “Sconfiggere la povertà” e il Numero 10 “Riudurre le diseguaglianze” sono fortemente legati anche al diritto alla casa, un diritto sempre più importante e sempre meno scontato nel contesto provinciale e nazionale. Ne abbiamo parlato con la Fondazione Trentino Abitare, un’impresa sociale nata nel 2025 per rispondere al bisogno di una casa in un mercato immobiliare con un’offerta ridotta.

Di Alessandro Graziadei

 

Grazie della disponibilità. Ci raccontate come e perché è nata la vostra Fondazione?

FTA: Nel 2023 nasce il Progetto LocAzione, a seguito di un bando triennale di co-progettazione, mettendo insieme per la prima volta enti del terzo settore, del settore pubblico ed enti profit del settore privato, con l’obiettivo di dare una risposta abitativa di medio-lungo periodo alla cd “fascia grigia”, ossia quella parte di popolazione, sempre più crescente, che ha un reddito tale da potersi permettere un affitto sul mercato privato, ma non riesce ad accerdervi per varie ragioni, prime fra tutte la scarsità di alloggi e il costo sproporzionato degli affitti. Il bando prevedeva sin dall’inizio che, una volta terminato il triennio, si costituisse un soggetto giuridico ad hoc che desse continuità al Progetto e si dotasse di strumenti più incisivi per aumentare la disponibilità di alloggi. La forma giuridica più idonea a queste esigenze è risultata essere la fondazione di partecipazione.

Qual è la vostra mission e quali sono i vostri servizi?

FTA: La mission è quella di incrementare la disponibilità di alloggi in affitto sul mercato privato e garantire una maggiore accessibilità alla casa a persone con bisogno abitativo, strutturando delle condizioni che possano assicurare una maggiore stabilità sociale agli inquilini e maggiori tutele e garanzie ai proprietari, contribuendo, in generale, alla coesione sociale e ad una migliore qualità di vita. I principali servizi per gli inquilini sono: educazione abitativa, informazione periodica su contributi (Es. sostegno economico al canone), assistenza amministrativa e reperibilità costante. Per proprietari: gestione diretta degli immobili, supporto completo di tipo tecnico, amministrativo e contabile, informazioni e orientamento su principali strumenti provinciali e nazionali a supporto della proprietà abitativa.

La vostra è un’iniziativa realizzata da un ampio partenariato. Chi sono le tante anime di questo progetto?

FTA: Oltre ai soci fondatori, ATAS e L’Alveare (ex Casa Padre Angelo), il partenariato comprende, a vario titolo, diversi comuni del territorio (Trento, Rovereto, Arco, Riva del Garda, Borgo Valsugana), Comunità di Valle (Vallagarina, Primiero, Rotaliana-Konigsberg, Alto Garda e Ledro), Cooperativa Sociale Arcobaleno, Associazione Artigiani, Cooperativa Movitrento, Acli Trentine, CGIL, CISL.

Quali sono i vantaggi operativi dell’essere un’impresa sociale che mette assieme il privato, il terzo settore e gli enti pubblici?

FTA: i vantaggi sono molteplici: dal punto di vista operativo, permette una rapidità ed elasticità procedurale decisamente maggiore rispetto agli enti pubblici. D’altro canto, rispetto al settore privato, non avendo scopo di lucro, la Fondazione non è vincolata dalle logiche del mercato, restando ancorata alla mission sociale per cui è stata costituita.

Dal vostro osservatorio come è cambiato il quadro del diritto alla casa in Trentino e come mai per un numero sempre crescente di persone trovare un tetto è diventata un’impresa così difficile?

FTA: Vi sono diversi fattori concomitanti che hanno reso sempre più difficile reperire alloggi sul mercato privato: in primis la forte riduzione del potere di acquisto da parte della cd “fascia grigia”. Inoltre la scarsità di alloggi presenti sul mercato, combinata con la “concorrenza” degli appartamenti destinati a studenti e al settore turistico, ha comportato un rapido aumento dei canoni negli ultimi 5/6 anni.

Non si tratta solo di un problema legato a condizioni di “povertà estrema” quindi…

FTA: Giovani single, anziani soli, coppie giovani, genitori separati, immigrati, nuclei familiari monoparentali o monoreddito, lavoratori precari e a reddito medio basso, inquilini in uscita da contratti di locazione o con situazioni di morosità legate a circostanze eccezionali: i tratta di persone con redditi medi, che non rientrano né tra i soggetti in condizione di vulnerabilità sociale o economica, né tra coloro che possono accedere al mercato privato della locazione senza supporti. Questi cittadini dispongono di un’occupazione e di un reddito che, in un contesto di mercato equo e sostenibile, consentirebbero l’accesso ad un alloggio privato; tuttavia, le caratteristiche attuali del mercato immobiliare rendono difficoltoso il soddisfacimento del loro bisogno abitativo, creando situazioni di esclusione ingiustificata.

Oggi esiste un vasto patrimonio immobiliare inutilizzato in provincia di Trento. Quali sono i vantaggi e le garanzie che offrite ai proprietari che mettono i loro immobili a vostra disposizione?

FTA: la Fondazione stipula il contratto di locazione con i proprietari in qualità di conduttore diretto, assumendosi tutti gli obblighi derivanti dal contratto e garantendo: pagamento puntuale degli affitti, versamento delle spese condominiali, gestione dei subentri degli inquilini durante la locazione, restituzione dell’immobile dei tempi e nelle condizioni concordate, monitoraggio della qualità dell’ abitare, mantenimento dei buoni rapporti di vicinato. Oltre a ciò, se l’unità immobiliare necessita di lavori di ripristino ed il proprietario, per vari motivi, non intende sistemarla, la Fondazione può valutare di intervenire economicamente per renderla nuovamente abitabile, a fronte di un canone ridotto o, in caso di lavori particolarmente onerosi, un affidamento in comodato d’uso.

L’attento lavoro che svolgete prima di assegnare una casa e il percorso che porta all’incontro tra inquilino e proprietario mi sembra rispondano ad un’importante funzione sociale fondamentale per garantire il diritto alla casa: creare legami.

FTA: la Fondazione agisce come vero punto di riferimento sociale, intervenendo per prevenire criticità e favorire la convivenza armoniosa tra proprietari e inquilini, offrendo supporto concreto nella gestione quotidiana della casa e delle relazioni sociale con il vicinato. Questo approccio proattivo e personalizzato rende l’attività di tutoraggio essenziale e innovativa, qualificando l’attività come un vero e proprio intervento sociale strutturato, capace di creare fiducia e stabilità abitativa.

Quali sono i numeri del vostro lavoro dal 2025 ad oggi in termini di locazioni attivate?

FTA: le mediazioni concluse con il precedente progetto LocAzione sono 57. Inoltre, ad oggi, la Fondazione gestisce direttamente 14 appartamenti e due immobili da ripristinare in Vallagarina, nei quali si realizzeranno 8/9 alloggi.

Il passaggio da case vuote e case vive è un tassello fondamentale di una comunità capace di prendersi cura di sé. Quanto è importante in termini di ricadute economiche e sociali riuscire a ricreare quei patti fiduciari tra inquilini e proprietari?

FTA: Riteniamo fondamentale contribuire, a lungo termine, a costruire una narrazione positiva in tema di abitare: l’inquilino non deve essere più visto come potenziale problema, ma come risorsa. In termini di ricadute economiche, altrettanto importante considerare che molte aziende non riescono ad essere attrattive nei confronti dei lavoratori proprio a causa della scarsità di alloggi.

Grazie del vostro tempo e del vostro impegno nel costruire una rete sociale attorno al diritto alla casa a tutto vantaggio di tutto “sistema abitativo trentino”.