Intervista a Valentina Bollati. L’Italia risulta tra i primi paesi della classifica europea dedicata alle morti per inquinamento. Il traffico stradale risulta essere il principale responsabile di inquinamento atmosferico per la produzione sia di biossido di azoto sia di particolato, ma non è il solo: altre sorgenti di inquinamento, quali la combustione della biomassa legnosa, la produzione agricola, l’industria e lo smaltimento dei rifiuti contribuiscono sensibilmente al problema. Cosa accade al nostro corpo quando siamo esposti in modo continuo ad una assunzione eccessiva di queste polveri? Quali sono le malattie croniche che ne risultano e come possiamo noi agire per migliorare sia la nostra Salute sia la qualità dell’aria che respiriamo? Come si muove la ricerca scientifica in questo campo? Quali sono le innovazioni tecnologiche che possono permetterci di adottare una soluzione o un compromesso accettabile, anche dal punto di vista economico? Quali sono le attuali possibilità per lo sviluppo sostenibile in Italia? Ne ha parlato in una serata organizzata da OWL – Open Wet Lab Valentina Bollati ricercatrice presso il Laboratorio di Epidemiologia Molecolare ed Epigenetica Ambientale, Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità (Università degli Studi di Milano). Vincitrice di un ERC grant per il Project Sphere, che si pone di investigare se l’esposizione a polveri sottili e metalli associati alla materia particolata (PM) possa modificare parametri fisiologici e molecolari nel plasma dei soggetti esposti e se tali alterazioni possano risultare in fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Intervista a Valentina Bollati


