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Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Mettiamola in Agenda (I)

Intervista di Alessandro Graziadei

Si è da poco conclusa una parte del progetto “Generazione Cooperazione: Mettiamola in agenda!”, promosso da FOCSIV e da diverse ong, associazioni e reti di cooperazione allo sviluppo che operano su tutto il territorio nazionale. Sostenuto e cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con la Campagna 0,70 in Trentino il progetto è stato coordinato dalla Fondazione Fontana e FaRete (una rete di più di 50 organizzazioni trentine di cooperazione e solidarietà internazionale). In partenariato con l’associazione Viração&Jangada  “Generazione Cooperazione: Mettiamola in agenda!” ha dato vita ad un percorso con un gruppo di giovani tra i 18 e i 30 anni che hanno deciso di impegnarsi per realizzare azioni di sensibilizzazione, informazione, e pressione politica sui temi della cooperazione internazionale allo sviluppo. In maggio, a percorso da poco avviato, avevamo intervistato Zohra Mehri ed Emanuele Rippa, due dei protagonisti di questo percorso di cittadinanza attiva! Li abbiamo riascoltati alla fine di questa prima parte di percorso che è culminato con l’evento del 23 settembre “I giovani dialogano con i candidati alle elezioni provinciali”, che ha aperto ufficialmente la campagna elettorale trentina con 14 candidati che hanno risposto alle domande dei ragazz* e del pubblico.

Ciao Zohra, ci eravamo lasciati così: “ci risentiamo prima della fine dell’anno”! Ed eccoci qui per continuare a parlare con voi di cooperazione internazionale e di come e quanto è cresciuta questa vostra “Generazione cooperazione”. Che bilancio potete fare di questo vostro percorso?

ZM: Ciaooooo!! Innanzitutto GRAZIE, è un piacere per noi sapere che tu e la rete di Abitare la Terra ci avete seguito fino ad ora nel nostro percorso. Mi permetto di sottolineare che il progetto non si conclude con l’evento passato del 23 settembre ma continua, la campagna 070 è attiva su più fronti, il nostro percorso di noi giovani del trentino per ora rallenta ma monitorando e rimanendo vigili per vedere come la politica risponderà a medio termine alle nostre domande\provocazioni, mentre a livello nazionale e nelle altre aree di Italia i lavori continuano alla grande. Cosa posso dire “Wow!”, questo percorso per me è stato e continuare ad essere una grande ricchezza, fonte di conoscenza e tanta fonte di ispirazione, ho avuto modo di conoscere e stringere legami con persone fantastiche, questo si che è un bel modo di fare politica.

Quali sono gli aspetti che meno conoscevate della cooperazione internazionale e quali quelli che avete trovato particolarmente interessanti sia a livello personale che sociale?

ZM: È stato sorprendente conoscere e capire le possibilità che il nostro Paese ha, di come la somma di azioni di cittadinanza attiva di un gruppo possa fare qualcosa, con costanza e soprattutto come credere negli obiettivi porti veramente a dei risultati soddisfacenti. Ho dovuto accettare che la Cooperazione Internazionale prima di essere fatta di società che corrono ad accaparrarsi i migliori bandi di finanziamento è fatta di persone che credono in qualcosa, che agiscono e che fanno politica. Non ci può essere Cooperazione senza Politica dal basso.

Avete chiuso il vostro percorso con un importante documento che oltre a toccare il tema della cooperazione internazionale, ha voluto portare all’attenzione della politica trentina anche i temi dell’accoglienza permanente, della cittadinanza globale e della partecipazione attiva dei giovani. Come siete arrivati a questa sintesi?

ZM: Be’ parlando, girando e confrontandoci con le associazioni locali. Ci hanno raccontato della Cooperazione trentina di 20 anni fa e ci siamo innamorati, ma ci ha portato a chiederci cosa manca oggi a noi per continuare e accrescere quello che hanno fatto i nostri predecessori? Abbiamo visto che mancano soldi, che in realtà ci sono ma che non arrivano a noi, regolamenti e procedure che ci sono ma non vengono rispettate, e idee che ci sono ma molti hanno perso la fiducia e i politici che non sono stati in grado di reggere il cambiamento e inserire la Cooperazione come uno dei punti chiave dei loro mandati. Chiediamoci: come stiamo reggendo il confronto e la pressione che porta il mondo globalizzato?

In questo documento che proposte concrete avete fatto ai candidati in merito alla partecipazione giovanile?

ZM: Ecco tutte le proposte che secondo noi e in qualche modo sono legate alla partecipazione giovanile, nonché i punti descritti nel nostro documento:

– Potenziare gli investimenti nelle scuole e nelle istituzioni educative per offrire un’adeguata formazione su tematiche come cooperazione internazionale, sostenibilità e diritti umani.

– Creare un forum annuale dei giovani sulla cooperazione internazionale, dove giovani provenienti da diverse realtà (scuole, associazioni, università, etc) possano esprimere le loro opinioni e partecipare alle decisioni riguardanti la cooperazione internazionale. Questi spazi possono far diventare i giovani protagonisti di un cambiamento nelle loro comunità al fine di contribuire alla costruzione di società solidali e attente alle tematiche globali.

– Promuovere il coinvolgimento dei giovani nel volontariato internazionale per sviluppare competenze interculturali e personali, sostenendo scambi giovanili, programmi di volontariato e iniziative di solidarietà internazionale.

– Promuovere e ampliare l’offerta degli sportelli per i giovani all’interno del territorio trentino. Spazi come “Civico 13”, rappresentano dei punti cardine all’interno della vita studentesca e dell’associazionismo, ma a volte depotenziati a causa di ridotte risorse economiche.

Sulla base di questo documento, che avete inviato preventivamente ai candidati alle prossime elezioni provinciali, sabato 23 settembre avete chiesto ad alcuni di loro “Cos’è la cooperazione per lei e come vede il suo futuro?” Quali sono stati i temi e gli argomenti portati dai candidati che avete maggiormente apprezzato?

ZM: Prima di tutto è stato mostrato come i candidati si siano poco interessati a leggere il nostro documento, molti di loro si sono arrampicati sugli specchi dimostrando di non conoscere bene il tema. Forse è più facile dire cosa non ho apprezzato, non ho apprezzato parole random buttate lì con poca spiegazione come il discorso sul capitalismo di Grazia Francescatti di Unione Popolare, o i tentativi di parlare di geopolitica, Cina e Africa e poi scaricando tutto sull’Europa dicendo che siamo una goccia in mezzo al mare e senza l’Europa non si fa niente come ha detto il rappresentante del PATT Marchiori. Ho apprezzato invece l’intervento di Francesca Caprini della Coalizione Verdi Sinistra italiana che ha dimostrato conoscenza, interesse e sicuramente obiettivi e idee più simili a quelle che proponiamo, lei ha parlato di una Cooperazione Internazionale “Politica e politicizzata”, che sia insieme di politiche estere e coerente con ciò che facciamo sul nostro territorio, è necessaria una visione decolonizzata.

Cosa invece è mancato secondo voi?

ZM: È mancata conoscenza del tema, di dati alla mano, una conoscenza empirica, non sono quasi mai state citate organizzazioni che lavorano nei vari campi sia a livello internazionale, ma anche a livello locale, mi vien da dire che il percorso di conoscenza delle associazioni del trentino che abbiamo fatto noi dovrebbero farlo anche loro!

In sala quel giorno sì è sentito parlare ancora di “Paesi sottosviluppati” e di “Terzo Mondo”, concetti che nel campo della cooperazione internazionale sono stati superati da decenni, e che Emanuele, che il 23 settembre ha condotto la mattinata ha pubblicamente stigmatizzato. Secondo voi alcune rappresentazioni della cooperazione come una nuova forma di carità sono più di natura politica, generazionale o entrambe?

ZM: Sinceramente non vedo nessuna forma di carità, ho visto ignoranza camuffata da frasi o concetti che sentiremmo tranquillamente al bar leggendo il giornale con gli amici. Ho visto una distinta capacità oratoria nel parlare dell’argomento, da parte dei candidati presidenti Marini e Valduga, cosa che invece non ho visto nel candidato Sergio Divina, che ha dimostrato di essere incapace di rispondere ad una semplice domanda in 3 min, o forse non aveva nulla da dire e si è messo a parlare di cose assolutamente fuori luogo. In generale si ho visto politica certo, ma non il meglio della politica che mi aspetterei oggi alle provinciali del trentino, ci meritiamo più persone fresche e non tanto con infinite lauree ma con una conoscenza adeguata, per lo meno del territorio che si vuole andare a governare.

Indipendentemente dalle risposte e dalle dichiarazioni di intenti dei candidati, alla vostra domanda di raccontare lo spazio dedicato alla cooperazione nei programmi elettorali, in modo puntuale, hanno risposto in pochi…

ZM: CERTO! Hanno risposto punzecchiandosi a vicenda sulla lunghezza dei programmi elettorali degli avversari. Sinceramente nessuno ha dato una grande spazio nel proprio programma alla cooperazione o alle associazioni locali, c’è stato un accenno all’importanza dell’educazione ma le parole Cooperazione e\o Solidarietà Internazionale non sono emerse come avremmo voluto e purtroppo questo ci dimostra già che c’è poco di cui festeggiare.

Vi aspettavate che nessun rappresentante della Giunta in carica si presentasse all’evento, neanche la forza politica che oggi esprime l’assessore con competenze in tema di cooperazione allo sviluppo?

ZM: Sinceramente No, la sala era piena ma l’assenza assoluta dell’ala di centro- destra ha dimostrato una presa di posizione contro quelle che sono le nostre idee, forse anche paura di non riuscire a gestire un incontro con giovani menti oppure una certa sicurezza nel sapere che rivinceranno le elezioni oppure ancora, paura di perdere qualche voto.

A livello locale in questi anni i fondi e i bandi per la cooperazione internazionale sono stati tagliati e durante il primo assestamento di bilancio si è discusso dell’abolizione della quota fissa destinata alla cooperazione internazionale che ammontava ad uno 0,25%. Anche livello nazionale i fondi destinati alla cooperazione internazionale sono lo 0,3% e una gran parte viene destinata all’accoglienza. Siamo ancora molto distanti da quello 0,70 chiesto dalla Campagna 0,70 di FOCSIV, richiesta rinnovata anche nel vostro documento. Come mai secondo voi la cooperazione non è ancora considerata un investimento, ma solo una spesa?

ZM: Penso che la parola magica sia sempre ignoranza, il non sapere, l’aver paura di mettere il naso fuori, e pensare che da certi punti di vista siamo così all’avanguardia, così perspicaci eppure…

A prescindere da chi vincerà le elezioni, pensate di mantenere attivo un monitoraggio rispetto alle dichiarazioni di intenti fatte il 23 settembre e alle politiche di cooperazione che verranno (o non verranno) “messe in agenda”?

ZM: Assolutamente si, una parte della politica del trentino quel giorno ci ha fatto una promessa e noi vogliamo esserci per monitorare e dimostrare che Noi ci siamo e che crediamo fortemente nella Cooperazione trentina.

Vorrei salutarvi con un’ultima domanda: la giornata del 23 settembre vi ha più avvicinato o più allontanato dalla politica trentina?

ZM: Sicuramente ci ha avvicinato, loro sanno che ci siamo e noi abbiamo in qualche modo inquadrato chi è che intende governarci, a prescindere dai risultati e i feedback dell’incontro è stato comunque un bel passo avanti.

Grazie mille del vostro tempo, del vostro impegno e del vostro importante contributo per una società civile trentina, più attenta, attiva e partecipe nelle scelte della politica.