Iscriviti

Ricevi gratuitamente la newsletter settimanale che prova ad approfondire e raccontare, tra locale e globale, alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Informativa in merito al trattamento dei dati

Vuoi pubblicare su Abitarelaterra?

Inoltra le informazioni ad info@abitarelaterra.org. Per gli eventi da rilanciare in newsletter è necessario segnalarli entro e non oltre le 12.00 del venerdì, con un anticipo di due settimane sull'evento, indicando  numero di telefono ed e-mail di riferimento. Il servizio è GRATUITO!

Chi siamo

Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel massacro in corso in Palestina, continuano a morire anche giornalisti e giornaliste

Secondo il sindacato dei giornalisti palestinesi, dal 7 ottobre 2023 almeno 210 operatori ed operatrici dei media sono stati uccisi, 390 feriti e 49 detenuti nelle carceri israeliane. Numeri drammatici, in costante aggiornamento, che rappresentano solo una parte del massacro in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Molti di loro hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro.

Come ricorda Il Domani, colpire chi documenta e impedire ad altri di farlo (attualmente, i giornalisti e le giornaliste stranieri non possono accedere ai luoghi del conflitto) è un attacco diretto alla libertà di stampa. L’obiettivo è chiaro: nascondere le violazioni, impedire che eventuali crimini di guerra vengano raccontati, tenere l’opinione pubblica internazionale all’oscuro di quanto accade.

Tra chi continua a testimoniare l’orrore c’è anche Alhassan Selmi, giornalista, fotografo e videomaker gazawi. Sabato 3 maggio, alle 20.30, interverrà al teatro di Brentonico in collegamento dalla Striscia di Gaza, in dialogo con il giornalista Raffaele Oriani e l’illustratrice Marcella Brancaforte, per raccontare cosa sta accadendo in Palestina e parlare del libro “Hassan e il Genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato”.

Il volume è un diario scritto e visivo dell’assedio a Gaza, nato dall’incontro tra le parole di Selmi e i disegni di Brancaforte. Un racconto costruito attraverso messaggi vocali, immagini e disegni, reso possibile grazie anche al sostegno di Oriani, che ha offerto ad Hassan uno spazio sicuro per far sentire la propria voce al di fuori del silenzio imposto dai media mainstream.

Cartelloni bianchi su supporti neri

Alla Festa del Primo Maggio di Brentonico, una mostra dedicata al lavoro di giornalisti e giornaliste impegnati a raccontare quello che succede a Gaza.

L’incontro con gli autori chiude la rassegna “Corpi in movimento, voci in ascolto”, promossa dal Circolo ARCI Ugo Winkler in collaborazione con un’ampia rete di associazioni del territorio, tra cui Forumpace, Centro Pace Rovereto, Trento Film Festival,
Reigion Today Film Festival. Il cuore del programma ha visto l’arrivo in Trentino del gruppo Parkour Gaza, squadra palestinese nata nel 2005 nel campo profughi di Khan Yunis, che in questi giorni ha visitato diverse località del territorio portando con sé la propria testimonianza.

In primo piano atleti con la maglia PK Gaza. Sullo sfondo, atleta compie evoluzioni vicino alla bandiera palestinese.

Atleti del gruppo Parkour Gaza a Rovereto (Foto di Stephanie Brahim) 

Gli incontri sono stati un’occasione per raccontare come il parkour non sia solo una disciplina sportiva, ma anche una forma artistica e uno strumento di resistenza. E soprattutto, per mantenere alta l’attenzione sul massacro che il governo israeliano sta infliggendo alla popolazione palestinese.

Il parkour è l’unico modo per sentirsi liberi a Gaza. Usiamo lo sport per alzare la nostra voce e provare a resistere. Continueremo la nostra resistenza finché questa violenza non cesserà. Tenendoci per mano, riusciremo a salvare quello che si può salvare.

M. – membro della squadra PK Gaza