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Chi siamo

Abitare la Terra 2030 è un servizio di informazione gratuito curato da Fondazione Fontana onlus e sostenuto dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani assieme al Non Profit Network-CSV Trentino. Fondato sui temi della promozione e sviluppo del volontariato, della cooperazione internazionale e tutela dei diritti e promozione della pace, si muove nella cornice dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Narratori e contadini

L’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030 prevede di “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” e assieme al 15, che vuole “Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre”, trovano risposte nello spirito e nelle iniziative di una piccola realtà della Val di Cembra, la Campirlota. Una piccola azienda agricola, fattoria e laboratorio di sostenibilità dove Elisa e Paolo provano a prendersi cura di un pezzettino di Mondo lavorando la campagna, curando i loro animali e raccontando di paesaggio, natura e persone attraverso escursioni e iniziative culturali legate al mondo agricolo. Per Abitare la Terra 2030 li abbiamo incontrati.

Di Alessandro Graziadei

Ciao Elisa e ciao Paolo, grazie del vostro tempo. Vi chiedo se ci raccontate chi siete e quando e perché le vostre passioni e i vostri valori hanno dato vita a la La Campirlota?

EeP: Grazie a voi che ci date la possibilità di raccontarci! La Campirlota è un progetto nuovo, nato da poco più di un anno (luglio 2023) dal desiderio di trovare un punto di incontro tra le nostre passioni – natura, animali, campagna e buon cibo – e le nostre professionalità: Paolo è Accompagnatore di Media Montagna e agrotecnico ed Elisa è manager territoriale e consulente e formatrice in campo turistico. Insieme, dal 2018, siamo diventati anche contadini e viticoltori biologici. Viviamo in Val di Cembra, nel comune di Altavalle. Abitiamo ai Masi di Grumes, un luogo splendido dove la natura è ancora protagonista, e coltiviamo circa 2 ettari di terreno tra viti, castagni e piante aromatiche (a Faver, Valda e Grumes).

Siete contadini e allevatori “in punta di piedi”, ma anche dei narratori di territorio. Ci spiegate meglio in cosa consiste il vostro lavoro e come coniugate queste vostre due anime?

EeP: La Campirlota ha due anime, ugualmente importanti, che si integrano e si sostengono reciprocamente: l’attività agricola e l’organizzazione di escursioni guidate ed eventi culturali, dove i protagonisti sono la natura e il mondo rurale. Il filo conduttore che lega queste due attività, che apparentemente potrebbero sembrare distanti tra loro, ma che per noi sono inscindibili, è il desiderio di promuovere uno stile di vita ispirato ai valori in cui crediamo profondamente: primo fra tutti, la leggerezza, che per noi significa gentilezza, delicatezza, attenzione. Significa rispetto e cura – dell’ambiente, degli animali, delle persone – e amore per le cose semplici e profonde. Ogni giorno proviamo a mettere in pratica questi valori sia in campagna, cercando di ridurre più possibile il nostro impatto e di lasciare qualcosa di buono a chi verrà dopo di noi (coltiviamo con metodo biologico, preferiamo varietà antiche e autoctone per favorire la biodiversità e adottiamo pratiche agro-ecologiche) sia durante le nostre camminate, in cui visitiamo luoghi lontani dai circuiti turistici più rinomati e creiamo momenti di incontro tra le persone e di scambio di esperienze di valore, a passo lento e leggero.

Il vostro lavoro vi porta quindi a prendervi cura del vostro territorio, degli animali e della sua biodiversità, ma anche delle persone che lo frequentano e lo valorizzano.

EeP: Nelle nostre attività – sia in campagna che in camminata – parliamo tanto di ambiente, di natura, di biodiversità. Ma questo non deve far credere che le persone siano in secondo piano: tutt’altro! Nella nostra visione, le persone sono parte dell’ambiente, ne sono protagoniste al pari di piante e animali. Quello che desideriamo promuovere e perseguire è un rapporto equilibrato tra tutti questi soggetti, fatto di rispetto, solidarietà e cura reciproca: una coesistenza armoniosa e allineata ai ritmi della natura.

“Metti una sera in malga”, “RaccontaStorie”, “Golosi di Natura”, “Si fa presto a dire… pera.”…, sono questi alcuni dei nomi delle vostre iniziative che sembrano declinare perfettamente il vostro spirito e nel contempo l’Obiettivo 12 e 15 dell’Agenda 2030.

EeP: Nelle nostre camminate visitiamo luoghi insoliti, poco noti, e andiamo a conoscere piccoli contadini custodi di biodiversità. Creiamo momenti di incontro tra le persone e di scambio di esperienze di valore. Pensiamo che la “conoscenza” sia la base e l’unico modo per capire, rispettare e proteggere ciò che ci circonda. Per questo proviamo a far conoscere il nostro territorio (la Val di Cembra e il Trentino) camminando a passo lento e leggero, con gli occhi ben aperti per cogliere la bellezza che ci circonda, e incontrando chi vive questi luoghi, per comprenderne l’unicità e l’identità profonda.

Quanto è difficile oggi creare, come state facendo voi, del lavoro nelle “terre Alte” e farlo in maniera sostenibile?

EeP: Questa è una domanda importante, che centra il punto. Raccontato così, sembra tutto molto bello e molto facile, ma la realtà è che si tratta di una sfida quotidiana con la sostenibilità – in particolare quella “economica” – del progetto. Vivere in un territorio marginale come il nostro significa essere distanti non solo dai servizi fondamentali, ma anche dai possibili bacini di “utenza” delle nostre attività: in parole semplici, non è facile far arrivare le persone quassù dove i residenti sono pochi, i turisti pochissimi e la distanza dai grandi centri è significativa. L’altro lato della medaglia (quello c’è sempre) sono le enormi opportunità che ci offre questo luogo: la natura ancora integra e la spettacolarità di un paesaggio rurale unico al mondo sono solo gli elementi più evidenti di questo quadro, ma ciò che veramente ogni giorno ci conferma che vale la pena vivere quassù è la bellezza dei rapporti umani e delle persone: vere, generose, semplici, nel senso più bello del termine. Ed è per questo che è proprio qui che siamo convinti di poter dare una forma a quel concetto di “leggerezza” che ci sta tanto a cuore.

Lo scorso anno parlando di “Destinazione Val di Cembra” con le ACLI Trentine abbiamo parlato anche di “restanza” e “turismo comunitario”. Siete in qualche modo anche voi dei “restanti” che hanno investito in un turismo “lento, leggero e profondo”…

EeP: In questi mesi più che mai si fa un gran parlare di “overtourism”, quel fenomeno per cui la quantità di turisti presenti nello stesso momento nello stesso territorio è talmente alta da creare malessere, disturbi e disagio sia tra le comunità residenti che tra gli stessi turisti. In Val di Cembra fortunatamente siamo molto lontani da questo fenomeno. Quel “fortunatamente” è da sottolineare e da ricordare bene. Siamo convinti che l’Alta Val di Cembra, così come altri territori simili al nostro che sono rimasti finora esclusi dai grandi flussi turistici, vedranno un aumento significativo dell’interesse, legato proprio alla ricerca di luoghi poco noti, per nulla inflazionati, ancora da scoprire. Pensiamo sia un momento delicato, in cui chi si occupa di pianificazione e promozione territoriale deve prestare altissima attenzione: non farsi abbagliare dal desiderio dei “grandi numeri”, non rincorrere modelli di sviluppo turistico ormai superati e lontani dalla nostra identità (grandi strutture ricettive o infrastrutture che pesano sull’ambiente e banalizzano l’offerta del territorio). Crediamo in un turismo che coinvolge le comunità locali, che promuove l’incontro: con l’identità profonda dei luoghi, con le persone e le loro storie, con i cibi locali prodotti con amore per l’uomo e per l’ambiente.

Anche se a Maso Greggion siete solo dal 2022 come abitanti, frequentatori e soprattutto accompagnatori di territorio le zone montane e premontane le conoscete da tanto tempo. Come avete visto cambiare questi territori cembrani e quali sviluppi sostenibili possibili intravedete e auspicate per le “Terre alte” trentine?

EeP: Pensiamo che la Val di Cembra stia vivendo un momento di crescita, di slancio verso il futuro. Vediamo tanti piccoli viticoltori che stanno aprendo nuove Cantine in un’ottica imprenditoriale, nuove aziende agricole, nuovi progetti turistici che promuovono in particolare il “camminare”: dal Cammino delle Terre Sospese (100 km che collegheranno tutti i paesi della Val di Cembra) al Sentiero del Dürer e il Sentiero Europeo che sono in questi mesi oggetto di progetti di rilancio. Crediamo che nel nostro territorio, e più in generale in tutti i contesti montani fragili, la chiave sia quella di puntare sul “piccolo”: piccoli numeri, piccoli produttori, piccole realtà di ospitalità e ricettività. Pensiamo sia la strada migliore per impegnarsi in un percorso di sviluppo turistico di questi luoghi cercando di ridurre quanto più possibile gli impatti ambientali e di garantire sia agli ospiti che ai residenti esperienze di qualità e di valore.

E dai racconti di chi questi territori li ha vissuti da decenni e anche per la vostra più giovane esperienza, come avete visto cambiare questi territori (turismo, agricoltura, spopolamento, cambiamento climatico…)?

EeP: A noi sembra che questi territori siano cambiati in meglio nella maggior parte dei casi. Nuove persone interessate ad abitarli arrivano quotidianamente e questo è un segnale in totale controtendenza rispetto a quanto successo in passato, quando la maggior parte delle persone preferiva le comodità e i servizi delle grandi città. L’agricoltura sta vivendo un nuovo slancio e con essa il potenziale turismo enogastronomico. Sicuramente è necessario impegnarsi in un percorso importante che porti a un’agricoltura rigenerativa, allineata alle esigenze ambientali.  La nostra impressione è che si stia vivendo una fase di crescita e di entusiasmo trasversale, che però vanno sostenuti da tutti: alleanze fra piccoli produttori e tra produttori rispettosi dell’ambiente e consumatori consapevoli sono necessarie per garantire la continuità dei progetti virtuosi; è necessaria una politica attenta alla conservazione del paesaggio, che in luoghi marginali spesso viene sacrificato sull’altare del “recupero del territorio” attraverso interventi massicci e invasivi che snaturano i paesaggi tradizionali. Per quanto riguarda il turismo abbiamo già detto tanto e per riassumere la nostra visione vogliamo affidarci a una frase significativa a cui ci ispiriamo: “Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza” (Carlo Petrini).

I prossimi progetti che avete in cantiere per questa fine estate quali saranno?

EeP: Per la parte finale dell’estate abbiamo in programma le ultime attività dedicate a bambini/e e ragazzi/e prima dell’inizio della scuola: dalle narrazioni eco-mitologiche agli itinerari sensoriali nella natura. In realtà non vediamo l’ora che arrivino i mesi di Settembre e Ottobre: l’autunno è il periodo dell’anno in cui la Val di Cembra indossa il suo vestito migliore, cucito con colori caldi e gioiosi e con il fermento della vendemmia. Tantissime saranno le escursioni guidate e le degustazioni di vini e cibi locali che organizzeremo nelle prossime settimane: tutte si potranno trovare sul nostro sito www.lacampirlota.it alla pagina “Eventi”.

Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato e per il vostro impegno di narratori e contadini capaci di prendersi cura sia di un pezzettino di mondo, che di umanità.

EeP: Grazie di cuore a voi per questa bella opportunità e speriamo di vederci presto: in cammino o davanti a un bicchiere di vino!